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L'Eliometro dei Fisiocritici

Il fondatore dell'Accademia dei Fisiocritici, Pirro Maria Gabbrielli, medico insigne dello Studio Senese, volle dare un carattere molto aperto a tutti gli aspetti della conoscenza scientifica e promosse, dunque, anche gli aspetti matematico astronomici.
Alla fine del Seicento la misura del tempo era ancora strettamente collegata alle osservazioni del movimento del Sole. Gli orologi meccanici erano poco precisi e non era possibile scambiare informazioni, in modo rapido, tra località diverse. Ogni città regolava la propria vita civile e religiosa sulla base del tempo locale, scandito dai passaggi del Sole al meridiano.
Questo accade nel momento in cui l'astro è più alto sull'orizzonte di un luogo e determina l'istante del mezzogiorno vero, o astronomico. In una giornata di tempo sereno, traguardando il passaggio del Sole per il meridiano si potevano "rimettere in pari" gli orologi di quella città, che avrebbero segnato le ore successive.
Molto diffusi erano i quadranti solari, comunemente detti "meridiane", dal nome della linea centrale, fondamentale per l'indicazione del mezzogiorno. Erano disegnati, in genere, sulle pareti esposte a Sud e permettevano di leggere le varie ore della giornata, seguendo il cammino dell'ombra del Sole, proiettata da un'asta metallica, lo gnomone. Con riguardo al mezzogiorno, lo stesso scopo si raggiungeva praticando un foro sul muro di una sala e lasciando passare la luce diretta del Sole, in modo da formare un'immagine dell'astro sul pavimento.
Il cammino della macchia di luce sul piano cambia di giorno in giorno ma è possibile tracciare una linea, la meridiana, che sarà attraversata sempre nell'istante del mezzogiorno astronomico. Ecco allora realizzato un metodo per seguire, all'interno, il movimento del Sole ed ottenere l'informazione precisa dell'istante in cui dare il via alla misura del tempo locale.
Questo è l'ufficio che la meridiana, cioè l'Eliometro dei Fisiocritici, ha svolto dai primi anni del Settecento, offrendo un prezioso servizio alla Città. Un suono di campane, di torre in torre, di chiesa in chiesa, portava in ogni contrada la notizia che il mezzogiorno era passato.
Più tardi la radio avrebbe tolto ai campanili anche questa valenza, ma c'è stato tempo per una seconda bell'impresa dell'Accademia, quando, a metà dell'Ottocento, si volle ricostruire la meridiana del Gabbrielli, distrutta dal terremoto del 1798. La sede era allora già quella attuale e l'incarico toccò all'Ing. Giuseppe Pianigiani, che già stava lavorando alla ferrovia per Empoli. La sala delle riunioni era la più ampia disponibile ed il suo pavimento si arricchì della nuova meridiana, ancora ben visibile al suo posto. È ben documentata l'abitudine degli orologiai senesi di recarsi in Accademia, ogni lunedì mattina dalle 11,30 alle 12,30, per la regolazione degli orologi da usare nei loro laboratori.
Ma il tempo scorre inesorabile ed anche la meridiana del Pianigiani ha dovuto cedere il passo alle telecomunicazioni elettromagnetiche ... che rendono facile la sincronizzazione a distanza. Rimane però come documento storico di grande importanza ed anche come strumento didattico validissimo. Ancora oggi è possibile utilizzare la linea dell'Aula Magna per dimostrazioni del cammino del Sole nei diversi giorni dell'anno e, soprattutto nei confronti degli studenti, è questa l'occasione più interessante per confrontarsi con l'osservazione diretta dei fenomeni naturali.
Nei tempi attuali è forse questa la maniera migliore di completare l'educazione basata sull'informazione con la proposta d'esperienze concrete, volte al fare per capire.
Vincenzo Millucci


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