img50.gif Per le splendide edizioni in lingua boema e tedesca del suo “Dioscoride”, Mattioli si servì di giovani e valenti collaboratori, traduttori, stampatori e artigiani. Ma anche di eminenti personaggi, come il naturalista fiammingo Auger Ghislain de Busbecq (1522-1592) ambasciatore Cesareo presso il sultano di Costantinopoli. Busbecq dall’Asia minore inviava, via Venezia, molte piante sconosciute, come l’ippocastano e il lillà, che Mattioli poteva così illustrare per la prima volta. Nel 1569, scoperto da Busbecq giunse a Vienna un vero tesoro dell’antichità: il più bel codice di “Dioscoride“ mai visto (Codex Vindobonensis), appartenuto alla principessa Anicia Giuliana (VI secolo d.C.), che ancora oggi arricchisce la Biblioteca Nazionale Austriaca fondata dall’Imperatore Massimiliano II.