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Tuttavia Palazzo Bianchi contiene una figura su cui merita richiamare l'attenzione.
Nella corte aperta ammiriamo la statua in terracotta di un uomo
seminudo con i capelli al vento, e come spinto da un movimento interno, che i
contemporanei non sapendo identificare chiamarono Ercole. E' probabile invece che si tratti di
“Terminus” un’ermetica divinità preromana (forse etrusca) tutrice dei confini e del senso del
limite,
l’unica che rifiutava sacrifici cruenti e accettava in dono
solo foglie e petali di fiori. Elementi della natura che anche Mattioli oltre a studiare e usare,
curò ed amò molto.
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